SALUTO DI MONS. RENZO GIULIANO NUOVO PRIMICERIO 12 SETTEMBRE 2020

12 settembre 2020

Carissimi dell’Odigitria

questo è divenuto l’inizio di ogni mia comunicazione a voi. Tale incipit vuole vedere sempre me ed anche voi sotto lo sguardo continuo di Colei che guida sulla strada, che indica con le sue mani oranti ed operose un cammino sicuro verso il Cristo, suo Figlio divino. Ella sostiene la ricerca della fede perché quelle mani che hanno toccato il Verbo della vita, come direbbe San Giovanni, e lo hanno perfino abbracciato e stretto nella Sua morte, ora amabilmente, con lo spirito di una donna e di una madre, vogliono condurre anche noi ad inserirci nell’esperienza del Figlio. Anzi di più! A condurci dentro la Vita stessa del Figlio e a farne il Sacramento di amore della nostra esistenza.

L’Odigitria mi ha condotto sulla vostra strada per incontrarvi ed essere a servizio della fede in questa vitale e fervorosa Arciconfraternita dei Siciliani in Roma. Devo confessarvi che ho accolto questa designazione e questa indicazione di strada solo per obbedienza, ma la percorro con responsabilità giacchè anche l’obbedienza non è sempre forzatura ma può illuminarsi come un percorso di grazia.

Ringrazio il nostro Vescovo Daniele che nei primi momenti mi ha incoraggiato e mi ha fatto intravedere la fruttuosità di questo servizio.

Sono conscio di immettermi in una storia di cinque secoli che ha condotto l’ansia dell’anima della ‘nobile terra di Sicilia’ a non perdere il faro della civiltà. Al cadere dell’impero di oriente, sulle cui strade prima si era volta, senza indugio prende le vie verso l’occidente che allora iniziava la forte ripresa umanitaria, rinascimentale del mondo moderno. Roma diveniva il fulcro di un mondo di arte, di letteratura, di urbanistica e la nostra gente siciliana vi prese attivamente e creativamente parte.

Dal mio orizzonte passato della Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri ho colto e vissuto questa dimensione, riprendendo la testimonianza pia, sofferta, instancabile del suo fondatore, il cefaludense prete Antonio Lo Duca, amico di S. Filippo Neri e di S. Ignazio di Loyola. Solo questi nomi ci fanno intendere la profonda spiritualità e civiltà che in Roma i siciliani che vi sono accorsi andavano cercando!

La nostra strada di oggi è quindi tracciata da quella fondazione di intenti di autentica e certa cultura di fede e di cittadinanza. Ciò che fecero allora, l’Arciconfraternita ha ancora oggi come suo intento, esplicato nella principale attenzione ad aiutare a dare il pane della cultura, dell’educazione aperta, del sostegno agli studi con quanto di economico possiede. Mi pare che questa direzione sia una fattiva forma di non ideologica carità ed è su questo percorso che dovremo continuare a percorrere i nostri comuni e più sicuri passi.

Per più di venti anni a Santa Maria degli Angeli e dei Martiri ho collaborato con l’Associazione Antonella da Messina e pertanto questo servizio culturale siciliano è stato presente nel mio ministero, tanto più dopo che Mons. Blanda, mio collaboratore, divenne dieci anni fa Primicerio, con l’impronta che voi ben conoscete ed apprezzate, anche con rimpianto.

La strada era segnata ed ora ci ritroviamo insieme.

Invio un saluto al nostro Cardinale Titolare, Cardinale Paolo Romeo, ai Vescovi della Sicilia che ben sanno della vostra laboriosità e del legame che non vi distacca dalla loro gente; un saluto per la Facoltà Teologica di Sicilia al Centro Studi per la storia e cultura di Sicilia intitolato al Primicerio per antonomasia Mons. Antonio Maria travia; alla Cattedra di storia del cristianesimo in Sicilia: tutte Istituzioni che l’Arciconfraternita sente sue.

La chiesa chiama con forza ad uscire dal clericalismo e a dare man forte alla responsabilità ecclesiale dei laici: l’Arciconfraternita, con il suo agile organigramma, ne può essere un’evidenza ed un’attuazione.

In tal senso dovete comprendere ciò che vi dissi al nostro primo incontro, di non desiderare la vostra collaborazione quanto la vostra responsabilità, nella logica del bene cristiano pieno di amore e di partecipazione.

Guardiamo con fede a S. Maria Odigitria che indica il cammino e in questo pellegrinaggio maternamente tracciato invochiamo il sostegno dei Santi e delle Sante della Sicilia, la terra in cui le nostre famiglie hanno ricevuto la fede e che noi qui desideriamo testimoniare, senza sentirci sradicati.

Grazie al nostro amato Vescovo Daniele ed a voi tutti, Sorelle Francescane del Vangelo e Confratelli e Consorelle, Amici dell’Arciconfraternita, per la fiducia che riponete nel progresso di questa nostra Venerabile Arciconfraternita e per l’amabilità con cui avete già dimostrato di accogliermi.                                                  

                                                     Mons. Renzo Giuliano

                                                              Primicerio

 

 

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