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Centro Studi “Mons. A. M. Travia” per lo studio della Storia e della Cultura di Sicilia - Arciconfraternita di S.Maria Odigitria dei Siciliani in Roma

Centro Studi “Mons. A. M. Travia” per lo studio della Storia e della Cultura di Sicilia

Logo del Centro Studi Antonio M. Travia

Logo del Centro Studi “Antonio M. Travia”

L’iniziativa di questa istituzione è stata di S. Ecc. Mons. Travia che, come primicerio dell’Arciconfraternita S. Maria Odigitria dei Siciliani in Roma, auspicando una confraternita sempre più sollecita nel giovare efficacemente ai propri membri e alla società, ha pensato attraverso la fondazione del Centro di aprirla ulteriormente all’esterno, creando più contatti con il mondo della cultura e il sapere teologico. 

La Prof.ssa Carmelina Chiara Canta, Priora dell’Arciconfraternita S. Maria Odigitria, ricorda così le origini del Centro Studi Antonio M. Travia: “L’Arciconfraternita S. Maria Odigitria ha fortemente voluto l’attenzione alla cultura della Sicilia, che si è realizzata con la fondazione del Centro per lo studio della storia e della cultura di Sicilia, oggi ‘Mons. Travia’ insieme con la Facoltà Teologica di Sicilia “S. Giovanni Evangelista” e con l’istituzione presso la stessa di una Cattedra di Storia del cristianesimo in Sicilia, già a partire dagli anni novanta. A questo proposito, non posso fare a meno di ricordare, il 4 dicembre del 1995 la presentazione del mio volume “La religiosità in Sicilia. Indagine sulle tipologie religiose e culturali”, presso l’Istituto Luigi Sturzo di Roma dov’erano presenti molti confratelli, studiosi e, soprattutto, l’allora Preside della Facoltà Teologica, Mons. Cataldo Naro e il Primicerio della Confraternita Mons. Antonio M. Travia. Fu in quella circostanza, infatti, che si incominciò a pensare ad un sodalizio tra la Facoltà Teologica di Sicilia e la Confraternita ‘S. Maria Odigitria’ per continuare a conoscere e diffondere la nostra identità culturale e religiosa. Furono molti gli incontri e i passi compiuti nelle due istituzioni per mettere a punto il progetto. In virtù di questa ‘competenza, partecipai ad alcuni incontri e mi avvicinai all’Arciconfraternita. Successivamente abbiamo iniziato un percorso che è segnato da molti eventi culturali di elevato livello ed è giunto alla pubblicazione del 28° volume della collana del “Centro”, che ne segna la traccia. Non possiamo non ringraziare i due artefici di questo progetto Mons. G. M. Travia e Mons. Cataldo Naro”.     

Nella fondazione di questa istituzione il sen. gen. Umberto Cappuzzo, quale priore dell’Arciconfraternita, coglieva non solo un passaggio assai delicato per la storia e la vita della stessa Associazione che, per la sua natura laicale ed ecclesiale, è chiamata a dare delle risposte alle sfide della società contemporanea, ma anche il segno di una Arciconfraternita che non vuole chiudersi in se stessa nella ripetizione di formule che hanno fatto il loro tempo e che soprattutto non sempre hanno presa adeguata presso le giovani generazioni, ma si propone di proiettarsi all’esterno in questa società disincantata per contribuire a far rivivere – appunto attraverso il richiamo culturale – principi e valori, che affondano le loro radici nella comune fede religiosa ed hanno spiccata pregnanza sociale.

La Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia, privilegiando tra i suoi orientamenti scientifici un’attenta lettura critica della “cultura cristiana di Sicilia”, cerca di elaborare una riflessione rispettosa della cultura locale, rispondente alle attese del popolo siciliano e, più specificamente, una teologia che si fa carico delle emergenze sociali, culturali, storiche, “locali” che si intrecciano con i contenuti del Simbolo di fede.

Essa si presenta come luogo naturale nel quale l’autocoscienza ecclesiale si incontra, confronta e, a volte, si scontra con tutte le provocazioni che le vengono offerte dalla storia e dalla geografia dell’Isola, dalle sue ricche vicende culturali, dai contatti con la tradizionale comunione delle Chiese di Sicilia con le Chiese dell’Occidente e dell’Oriente, soprattutto con le Chiese orientali e con il mondo culturale arabo e religioso islamico.

La Pontificia Facoltà Teologia di Sicilia si dà un progetto culturale che intende interessarsi del cammino storico ed esistenziale delle Chiese locali, della cultura cristiana di Sicilia, della vita e del vissuto del popolo siciliano. Comprende il suo mandato ecclesiale come impegno a contribuire alla crescita culturale della Sicilia, allo sviluppo del dialogo ecumenico tra Oriente ed Occidente, in forza della sua collocazione mediterranea e della storia millenaria della Sicilia cristiana, ed, infine, alla diffusione del Cristianesimo, tenendo conto delle suggestioni e delle potenzialità della cultura cristiana di Sicilia. Lo studio della teologia nella Facoltà Teologica, sempre orientato ad una più profonda conoscenza della fede, è inteso e compreso come risposta puntuale ed efficace alle dinamiche genetiche, teoretiche ed esistenziali della fede, avendo presente sempre l’uomo nelle sue poliedriche dimensioni, specie nella sua natura storica e nella sua relazione verticale ed orizzontale [1].

La Pontificia Facoltà Teologia di Sicilia incarna e realizza la sua missione anche attraverso l’attività scientifica promossa dal Centro per lo studio della storia e della cultura di Sicilia, “Mons. A. M. Travia”.


[1] C. Militello, La “ratio studiorum” della Facoltà Teologica di Sicilia. L’Ecclesiologia come chiave ermeneutica, in Ho Theológos 1 (1983) 13-34.