ULTIMA CIRCOLARE DEL PRIMICERIO

 

Circolare di maggio – giugno 2022

Carissimi dell’Odigitria,

dopo la celebrazione della Pasqua, la Chiesa ci avvia a far sedimentare, ad entrare con tutta la vita in quello che un’antica tradizione spirituale chiama “laetissimum spatium”, da una indicazione dello scrittore ecclesiastico Tertulliano.

Dopo tutto il lungo periodo quaresimale in assenza del canto di lode, tutto il tempo pasquale non fa altro, e non deve fare altro, che farci cantare l’Alleluia con una forte intonazione di voce. La notte della Veglia pasquale il primo canto dell’Alleluia, ripetuto tre volte, ha avuto un crescendo di intonazione e tutta questa cinquantina pasquale ne farà un’eco costante e pervasiva, in quanto deve entrare in ogni angolo. Le invocazioni della liturgia pasquale continueranno a ripetere che la gioia che noi fedeli esprimiamo derivi dalla verità di una vita che si rinnova e che assapora questa novità di risurrezione. Tutta la vita ne partecipa.

Il cammino della esistenza quotidiana deve accompagnarsi con il canto. “Canta e cammina” (S. Agostino). La fatica del cammino, anche quando è in ascesa, non dovrà accorciare il canto della gioia di sperare e di amare, presentendo cieli e terra nuovi. Coloro che scelgono il cammino dell’Odigitria ameranno tale spazio di gioia, segnale inconfondibile della libertà personale e dell’accoglienza di un dono dello Spirito Santo.

I due discepoli di Emmaus prima camminano stanchi e delusi, ma dopo l’incontro con il Signore Risorto ripercorrono all’indietro il cammino, correndo, per l’incontenibile annuncio dell’esperienza di aver camminato con il Risorto. La stessa via, però con un animo abissalmente diverso!

Anche l’apostolo San Tommaso diviene nostro emblema di cosa raggiungere dopo essere “entrato” nella passione del Signore, invitato da Gesù Risorto a toccare le sue ferite.

A quell’invito Tommaso non risponde, ma subito proclama la sua fede: “Mio Signore e mio Dio”!

Tommaso non ha toccato le piaghe, ma le ha viste, e soprattutto ha visto il Risorto, il medesimo del costato trafitto.

Notate la corrispondenza di ciò che ci chiede lo “spazio pienissimo di gioia” della cinquantina pasquale: il potente canto dell’Alleluia si riversi nella più credente e contemplativa invocazione, spirituale e dottrinale, del “Signor mio e Dio mio”.

Per raggiungere questo risultato di sincera e piena esperienza di fede la Chiesa ci accompagna lungo i cinquanta giorni che racchiudono la somma della ricerca di una continua e realizzata perfezione (7×7+1), dove il numero 1 richiama l’unità raggiunta alla fine del percorso, riferisce tutto all’unico giorno pasquale del Signore (dies dominicus), la Domenica.

Basterà questo percorso di sette settimane?

Gesù indicherà ed amplierà a dismisura l’efficacia del numero 7, riguardo al perdono, autentica orma di risurrezione: 70 volte sette!

L’Odigitria è pertanto questo essere condotti da Maria e dalla Chiesa, nella sua liturgia, a fare esattamente l’esperienza del Risorto con noi.

Così ci aiuteremo a realizzare, in questo ultimo scorcio dell’anno pastorale che dalla Pasqua ci inoltra nella Pentecoste, un reale processo resurrezionale di vera comunione e di sbilanciamento verso il futuro in Dio.

I nostri passi continueranno con alcune importanti celebrazioni e con i rituali incontri formativi di preghiera. Il Cordone, che ciascuno ha con sé, distintivo dell’Arciconfraternita,  sarà indossato dai Confratelli e Consorelle ad ogni Celebrazione.

 

5 maggio 2022: primo giovedì del mese, con l’Adorazione Eucaristica dopo la celebrazione della S. Messa, animata dai testi delle nostre Sorelle Francescane del Vangelo, le quali rivolgono un invito alla partecipazione.

12 maggio – 19 maggio – 26 maggio: preghiera del giovedì per la particolare intenzione delle vocazioni nella Chiesa

21 maggio, sabato, ore 18,30: celebrazione in memoria della Beta Pina Suriano, giovane laica dell’Azione Cattolica Italiana, il cui corpo riposa a Partinico (Palermo) custodito con grande venerazione. La Celebrazione sarà presieduta dal Confratello don Enrico Lentini, ordinato Presbitero il 12 marzo 2022 per la Diocesi di Piazza Armerina. Da Diacono ha sempre seguito e servito le nostre Celebrazioni. Al momento continua i suoi studi in Teologia Liturgica presso il Pontificio Ateneo di S. Anselmo in Roma. Con un momento di fraternità presenteremo a don Enrico gli auguri sacerdotali da parte di tutta la nostra Arciconfraternita.

15 maggio: verrà canonizzata in San Pietro da Papa Francesco la siciliana Beata Santocanale, la cui salma riposa in Cinisi (Diocesi di Monreale).

Carolina Santocanale nacque a Palermo il 2 ottobre 1852, figlia di Giuseppe Santocanale dei Baroni della Celsa Reale e di donna Caterina Andriolo Stagno. Al Battesimo, il giorno 4 ottobre 1852, le vennero imposti i nomi di Carolina Concetta Angela. La madre, una donna molto religiosa, virtuosa e buona, ebbe un ruolo fondamentale nella formazione del carattere e della spiritualità della figlia.

    Fin dalla più tenera età Carolina sentiva un particolare trasporto per tutto ciò che fosse religioso. Ricevette l’istruzione scolastica in casa, attraverso due istruttrici, che ne curarono anche l’educazione artistica, musicale, e le insegnarono anche il francese. Non conseguì mai diplomi o titoli di studio.

    A 19 anni confidò per la prima volta ai genitori il desiderio di consacrare a Dio la propria vita. Il padre però nutriva altre aspet­tative su di lei e, se da un lato poteva accettare che la figlia fosse particolarmente devota e di fede, dall’altro non ammise che diven­tasse suora. Nella parrocchia di Sant’Antonio Abate a Palermo il parroco fondò la Pia Unione delle Figlie di Maria e, ricevuta la richiesta di Carolina di entrare a farne parte, la volle, dato il suo fervido spirito di apostolato, come Direttrice. Portò avanti questo incarico per circa 15 anni.

    In quello stesso periodo frequentò regolarmente la casa dei nonni a Cinisi, nel territorio dell’Arcidiocesi di Monreale, anche per assistere il nonno malato ed ormai prossimo alla morte. Qui conobbe l’arciprete, don Mauro Venuti, che stimò sacerdote colto e uomo di Dio, e si affidò alla sua guida spirituale. L’ideale di vita consacrata della Beata era quello di entrare in clausura, così come era stato fin dalla giovinezza. Vedendo tuttavia il bisogno di assistenza e di istruzione che affliggeva il popolo, consapevole del bene che avrebbe potuto fare ai più poveri, agli ammalati e alle ragazze, maturò il proposito di dedicare la sua vita alle opere di carità. A Cinisi prese ad insegnare il catechismo a due ragazze e ad un giovane disabile.

    Nel 1884 un forte dolore alle gambe la costringe a stare ferma a letto per sedici mesi: fu l’inizio di molte infermità fisiche, che conobbe poi per tutta la durata della vita e sempre affrontò con fede esemplare e grande pazienza. Tornata in salute, su consiglio di don Mauro Venuti, abbracciò una più radicale spiritualità francescana. Tre anni più tardi si trasferì definitivamente a Cinisi. Sapeva avvicinare le giovani con attenzione e spirito materno. Offrì grande impulso alla vita parrocchiale: fiorirono le aggregazioni femminili e a tutti i bambini veniva insegnato il catechismo. Il 13 giugno dello stesso anno, nella chiesetta del Collegio di Maria, ricevette dalle mani di don Venuti il saio nero delle Terziarie Regolari e assunse il nome di Suor Maria di Gesù. La popolazione di Cinisi la chiamava “la Signora” a motivo delle nobili origini, e tuttavia era ammirata ed edificata dalla sua umiltà e spirito di servizio, specialmente nel visitare gli ammalati nelle loro case.

    Altre giovani si unirono a lei. L’11 febbraio 1891 la comunità si trasferì nella casa che era stata dei nonni della Beata. Il 6 gennaio 1892 questa pronunciò i voti semplici annuali. Chiese anche ed ottenne che nella casa si potesse avere un oratorio, dove celebrare la Messa e conservare l’Eucaristia. Da quel momento trascorreva tutti i momenti liberi della sua giornata e parte della notte davanti al tabernacolo. Tra il marzo e il giugno 1896 vi venne istituito un orfanotrofio e l’opera vide un notevole sviluppo con la nascita dell’asilo nido, di un educandato e del laboratorio di cucito. Nel 1908 la Santocanale collocò in cappella l’immagine della Madonna Immacolata di Lourdes con Santa Bernardetta, verso la quale era particolarmente devota.

    Suor Maria di Gesù sognava che la sua piccola comunità, della quale l’Arcivescovo aveva soltanto approvato per lettera la vita comune, fosse riconosciuta come vera e propria famiglia religiosa. Fu allora che Padre Giovanni Maria Schiavo, cappuccino, in occasione di un corso di esercizi spirituali, conobbe lei e le sue consorelle. Si prese a cuore la loro causa: preparò le Costitu­zioni per la nuova Congregazione, ottenne che fosse aggregata all’Ordine dei Frati Minori Cappuccini e si adoperò perché venisse eretta canonicamente come istituto di diritto diocesano. Espletate tutte le formalità, nel 1910 Suor Maria di Gesù fu dichiarata Madre fondatrice delle Suore Cappuccine dell’Immacolata di Lourdes. Insieme con lei, altre undici suore rivestirono un abito marrone, simile a quello dei Cappuccini. L’11 febbraio 1911 la Fondatrice emise la professione dei voti religiosi e il successivo 29 novembre ricevette quella delle undici novizie. Nonostante la penuria di mezzi, la comunità crebbe ancora. Notevole sviluppo ebbe negli anni della prima guerra mondiale. Sorsero così anche nuove case religiose in altre località, quali Belmonte Mezzagno, Termini Imerese e Carini. Le religiose, formate dalla Madre, si prodigavano, zelanti e generose, con carità instancabile. Fra i piccoli di cui si prendevano cura nacquero plurime vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata.

    L’efficacia del lavoro apostolico delle Suore fu reso fecondo anche da grandi sofferenze che la Beata ebbe a sopportare. Era tanto consapevole di questo che, allo spuntare di nuove tribolazioni, sempre ringraziava il Signore. Ebbe un grave problema di salute, per il quale si sottopose ad un intervento chirurgico. Ma soprattutto furono le prove morali quelle in cui si distinse particolarmente per una straordinaria fortezza. In pieno spirito di obbedienza si sottomise alle decisioni del nuovo Arcivescovo di Monreale, Mons. Antonio Augusto Intreccialagli, anche quando furono particolarmente dolorose da accettare. Nel suo cuore, pieno di speranza, sapeva che tutto si sarebbe compiuto secondo il disegno buono di Dio. Così fu e, nel gennaio 1923, ogni incomprensione si risolse.

    I due anni precedenti tuttavia, così colmi di preoccupazioni ed amarezze, avevano segnato pesantemente anche la salute fisica di Madre Maria di Gesù. Alcuni episodi di angina facevano intuire che la fine non sarebbe stata lontana. Si spense in quello stesso gennaio 1923, il giorno 27. Morì invocando il Signore, la Madonna e San Giuseppe, che chiamava il “Vecchierello” suo. La stima che la popolazione di Cinisi ebbe per lei in vita e in occasione dei suoi funerali si sviluppò propriamente come fama di santità. Di lei infatti qualcuno ha detto: “Aveva la stoffa di una vera Santa, che si può proporre come modello”.

14 maggio, ore 17 a San Marco al Campidoglio vi sarà una Celebrazione di preghiera con l’Arcidiocesi di Monreale, in preparazione alla Canonizzazione della Beata Santocanale. Potremo con fede ed amicizia unirci quali fedeli siciliani anche noi dell’Arciconfraternita.

 30 maggio, lunedì, ore 19,15: Santa Messa in memoria di Arnaldo Canepa, fondatore del Centro Oratori Romani (COR), il quale in Odigitria si convertì.

3 giugno, venerdì, ore 18,30: celebrazione della Madonna della Lettera, con l’Associazione Antonello da Messina. A presiedere la Celebrazione Eucaristica sarà p. Antonio Spadaro sj, direttore di Civiltà Cattolica, messinese. La prof. Maria Teresa Muscianisi accompagnerà all’organo.

Alle ore 16,30 sarà premesso un incontro culturale; verrà presentato il libro di Paolo Biondi:“Il testimone”. Prime comunità cristiane tra Roma e la Sicilia”; interverranno Milena Romeo, Lia Fava Guzzetta. L’Associazione Antonello da Messina estende a tutti l’invito.

7 giugno 2022, martedì dopo la Pentecoste, ore 18,30 : solenne celebrazione di Santa Maria Odigitria con il Cardinale Titolare, Sua Eminenza Paolo Romeo, che accoglierà Nuovi Iscritti con il tradizionale rituale di Ammissione. Il Coro liturgico sarà diretto dal Maestro Osvaldo Guidotti.

9 giugno – 16 giugno – 23 giugno: giovedì di preghiera di Adorazione Eucaristica per le Vocazioni.

25 giugno, sabato: ultima celebrazione festiva dell’anno pastorale.

Chiusura della Rettoria nei mesi estivi: luglio-agosto.

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Vivere intensamente questo periodo di maggio e giugno con gioia di fede, con speranza mai sopita e con maggiore partecipazione alla formazione religiosa dell’Arciconfraternita sarà il nostro beneaugurale proposito. Maria Odigitria interceda maternamente per tutti noi presso la Santissima Trinità.

Con il più cordiale abbraccio

                                                                      Mons. Renzo Giuliano,

                                                                                   Primicerio

 

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Il programma pastorale è soggetto a variazioni, ne daremo comunicazione attraverso il sito www.odigitria.org    per email e di tanto in tanto per lettera. Prego coloro che non hanno ancora dato il proprio indirizzo email di segnalarlo a chiesaodigitria@odigitria.org